L'attività interpretativa di Emiliano Albani si sviluppa parallelamente alla ricerca compositiva, attraversando repertori, epoche e linguaggi differenti. L'esecuzione musicale è intesa non soltanto come restituzione di un testo, ma come indagine sulla sua struttura, sulle possibilità espressive e timbriche dello strumento e sulle molteplici relazioni tra scrittura e interpretazione.
Il percorso comprende la musica per tastiera dei secoli XVII e XVIII, con particolare attenzione a Johann Sebastian Bach e ai clavicembalisti italiani, tra cui Domenico Paradisi e Domenico Zipoli, per estendersi al repertorio classico e romantico di Beethoven, Schubert, Schumann e Chopin. L'indagine interpretativa raggiunge inoltre il Novecento, attraverso esperienze dedicate ad autori quali Anton Webern e George Gershwin.
Una parte di questo repertorio è documentata da registrazioni storiche di carattere privato, che costituiscono testimonianze di precedenti esperienze interpretative e potranno essere oggetto di nuove incisioni. Le pubblicazioni attualmente disponibili comprendono interpretazioni di opere di Bach e Chopin.
Accanto a questo patrimonio si sviluppano nuovi progetti, tra cui Scarlatti Reimagined, dedicato a una selezione di sonate di Domenico Scarlatti, nel quale l'approfondimento del testo musicale si confronta con nuove prospettive interpretative.
L'interpretazione si configura così come un'attività di ricerca in continua evoluzione, nella quale il confronto con le opere del passato diventa occasione per interrogare il presente della musica e le possibilità espressive dell'esecutore.